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Presentazione del progetto
Gli elementi di novità legati al processo di decentramento dell'assetto istituzionale ed organizzativo del nostro Paese seppur tra mille difficoltà e resistenze - stanno cambiando la Pubblica Amministrazione italiana.
La nascente Agenzia di Protezione Civile, ed in generale, il decreto legge numero 300 del 30 luglio 1999 ne testimoniano tutto il potenziale riformatore ed innovativo: per questo la sua gestazione e la sua venuta al mondo è dolorosa e lenta.
I benefici effetti che un organismo snello, autonomo e dinamico, quale è negli intendimenti del Legislatore, riuscirà a produrre, senz'altro sono una riduzione delle distanze che, in questo periodo, caratterizza la relazione tra l'utente-cittadino e le Istituzioni in senso lato.
LAgenzia di Protezione Civile, una volta affermata, inciderà, da una parte sul rapporto centro-periferia modificandolo significativamente; dallaltro evidenzierà le difficoltà di alcune Amministrazioni che, quantunque, abbiano svolto compiti fondamentali in Protezione Civile, risulteranno impreparate ad interagire con le prerogative ed i compiti assegnati allAgenzia.
Non fosse altro, perché la nascita di questultima, paradossalmente, sbilancia lattuale assetto di riferimento istituzionale.
Su questo disequilibrio nasce e si afferma una nuova struttura che approfittando delle energie liberate, interne al sistema Stato, trova un nuovo equilibrio, un diverso riassetto e risolve : i doppioni istituzionali, le sovrapposizioni procedurali, il rigido funzionamento della burocrazia gerarchizzata e definisce le competenze in materia di protezione civile.
Il contributo che segue, non ha alcuna pretesa di voler mettere in evidenza le motivazioni che sono a fondamento della necessità di riorganizzare la Protezione Civile, ma si propongono di definire
la Protezione Civile integrata.
Esso intende dare solo un apporto alla costruzione del pensiero riformatore, alla discussione che dovrà ispirare quei referenti politici ed istituzionali che sono chiamati ad assolvere il difficile compito di tracciare e costruire l'impianto di una moderna strategia che sia finalizzata:
- alla previsione, alla prevenzione ed alla gestione dellemergenza;
- alla protezione della popolazione dalle calamità;
- al concorso per il superamento dellemergenza;
- al pronto riavvio delle attività amministrative;
- il rientro alla normalità.
Tutti sappiamo che le caratteristiche geomorfologiche del nostro Paese, l'intrusione dell'uomo, le esigenze di utilizzare risorse naturali, lo scellerato sfruttamento del territorio, il forsennato scempio edilizio, la ricorsività d'eventi calamitosi, lascerebbero supporre la convenienza, della comunità, a promuovere la diffusione di una coscienza dell'autodifesa.
Gli effetti dei disastri renderebbero feconda l'ipotesi, di un totale coinvolgimento delle istituzioni sui temi di previsione, prevenzione e pianificazione delle emergenze di media e vasta entità, previsti dal Legislatore. Ma, a tutt'oggi, non è ancora così.
In questa sede, però, non si vuole approfondire la ragione di tali impedimenti. Né tantomeno si pensa che l'individuazione degli ostacoli possa, di per sé, conferire consapevolezza, motivazione, laddove, anche una legge di Stato segnerà una battuta d'arresto.
Né si vuole spiegare il perché di una diffusa disattenzione verso una legge di Protezione Civile.
Si ha l'intenzione, invece, come già detto, di rafforzare un pensiero riformatore e raggiungere coloro i quali, per ragioni diverse, leggeranno il presente lavoro.
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